Château Bellevue de Tayac 2005
Nota: Robert Parker 88-90/100, Jean-Marc Quarin 15,5-16/20, Bettane & Desseauve 14,5/20
"Il vino è indubbiamente promettente" (Guida Bettane & Desseauve). Acquistato da Jean-Luc Thunevin nel 2004, lo Château Bellevue de Tayac del 2005 è un Margaux di grande pregio, concentrato, che presenta al tempo stesso corposità e una bella freschezza. Con intense note di pane tostato e ribes nero molto maturo, è un vino che conquisterà senza dubbio gli appassionati di questa denominazione!
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Occhio
abito nero, scuro
Naso
intenso sentore di pane tostato, ribes nero molto maturo, molto cremoso...
Palato
Un vino davvero splendido, che presenta al tempo stesso densità e una piacevole freschezza. È denso ma senza appesantirsi. Bella persistenza, con tannini corposi e maturi
Servire
17-18 °C
Apri
2 ore prima
Bere a partire da
2011
Bere prima
2020
Produzione
circa 700 casse
Abbinamenti cibo-vino
A déguster sur un navarin d'agneau, une palombe rôtie, un magret de canard, un foie gras chaud au raisins... <br/>
Guide des Vins Gault & Millau
Tenuta valutata (guida 2012) 3*stelle (Produzione di ottimo livello)
Informazioni sulla tenuta:
«Jean-Luc Thunevin, originario di Bordeaux, si è associato a Jean-Roget Calvet e ha acquistato 20 ettari di vigneti situati principalmente sui terroir di scisto nero di Maury; il 2001 è stata la loro prima Annata. La tenuta conta ora ben una sessantina di ettari. Riprendendo i metodi già utilizzati nella regione di Bordeaux, pur adattandoli ai vitigni e al clima del Roussillon, hanno in particolare scelto di vendemmiare a maturazione avanzata.»
RVF - La Revue du Vin de France / Guide des Meilleurs Vins de France
Tenuta valutata (guida 2013) 2*stelle (Queste tenute di altissimo livello, spesso dotate di terroir favolosi, sono delle tappe imperdibili che, grazie alla loro costanza e all’eccellenza della loro produzione, non possono mancare nella cantina degli intenditori)
Informazioni sulla tenuta:
(Valandreaux) «Pochi châteaux possono vantarsi di essere così controversi. Il successo fulmineo di Valandraud, fondato da Jean-Luc Thunevin all’inizio degli anni ’90, infastidisce tanto quanto affascina. Come hanno potuto i vini di questa tenuta senza storia, costruita da zero a partire da un ettaro di vigneti a Saint-Emilion, affermarsi in meno di due decenni al punto da figurare oggi tra i più costosi e ricercati di Bordeaux? La personalità del suo proprietario, le sue doti di degustatore e vinificatore e il suo acuto senso degli affari forniscono gran parte della risposta. Non bisogna tuttavia trascurare il contenuto della bottiglia: il Valandraud, vino esotico e sensuale sin dalla sua nascita, evolve anche molto bene. Pur essendo stato il capofila del movimento dei «vini da garage», oggi il Valandraud non ne fa più parte. Con i suoi 10 ettari situati nel comune di Saint-Etienne-de-Lisse, supera in superficie molte proprietà della regione. Ciononostante, i metodi non sono cambiati, il vigneto rimane uno dei meglio curati di tutta Bordeaux e il vino continua a beneficiare di tutto il savoir-faire di Jean-Luc Thunevin. »
