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21.550 recensioni dei clienti
Louis Jadot - Volnay 2011

Louis Jadot - Volnay 2011

Vino valutato 4,3/5Vino valutato 4,3/5Vino valutato 4,3/5Vino valutato 4,3/5Vino valutato 4,3/5
4.3/5 (3 clienti)

16/20

Bettane & Desseauve

«Colore carminio, bella corposità, frutta cotta ma senza pesantezza, con note sottilmente acidule, consistenza cremosa, fruttato e morbido.» (La Guida Bettane & Desseauve dei Vini di Francia 2016)

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Sito valutato
21.550 recensioni
-20€

a partire da 99 € sul tuo primo ordine

Settore

Louis Jadot

Annata

2011

Denominazione

Volnay

Regione

Borgogna

Vitigni

100% Pinot Noir

Terroir

substrato estremamente sottile costituito da marne calcaree dell’Argovia e, nella zona confinante con Pommard e Meursault, da detriti argilloso-calcarei del Bathoniano.

Viticoltura

Coltivazione ragionata senza alcun impiego di prodotti di sintesi. I lavori vengono effettuati con il trattore o, nei vigneti meno accessibili, con il cavallo. Non si ricorre all’aratura profonda, ma solo a interventi superficiali per preservare la struttura del suolo

Vendemmia

in parte manuali

Vinificazione

tradizionale in serbatoi di acciaio inossidabile

Allevamento

12 mesi in botti di rovere

Gradazione alcolica

13%

Occhio

abito rosso carminio

Naso

aromi di frutta matura e cotta

Palato

fruttata, morbida e setosa

Servire

a 16-18°C

Bere a partire da

2016

Bere prima

2020

Abbinamenti cibo-vino

Abbinamenti cibo-vino

si abbina perfettamente a carni arrosto, carni rosse leggermente speziate e una selezione di formaggi (Brie, Chaource, Reblochon...)

Maggiori informazioni su Louis Jadot

Maggiori informazioni su Volnay

Bettane & Desseauve

Bettane & Desseauve

Vino valutato 16/20 (Ottimo vino)

Tenuta valutata (guida 2025) 4*stelle (I produttori di altissima qualità, quelli che rappresentano il fiore all’occhiello dei vigneti francesi)

A proposito del vino:

Colore carminio, bella corposità, frutta cotta ma senza appesantire, con note sottilmente acidule; struttura vellutata, fruttata e morbida.

Informazioni sulla tenuta:

Il coinvolgimento della famiglia Gagey in questo vero e proprio gioiello del patrimonio storico della Borgogna risale alla morte di Louis-Auguste Jadot. In assenza di eredi, nel 1962 la tenuta viene affidata ad André Gagey, che ne rimarrà l’amministratore fino al 1991, quando cederà le redini al figlio Pierre-Henry, oggi alla guida dei 225 ettari di vigneto. Dal 2011 la vinificazione è affidata a Frédéric Barnier, che ha saputo succedere egregiamente a Jacques Lardière, migliorando ulteriormente la costanza e l’omogeneità di tutte le annate. I bianchi vengono pigiati con pressa pneumatica e fermentati direttamente in botte, dove vengono sottoposti a un affinamento sui lieviti con rimesbamenti periodici per un periodo compreso tra 12 e 20 mesi. I vini rossi vengono vinificati dopo la diraspatura, senza pigiatura e senza pre-fermentazione a freddo, e subiscono una fermentazione in vasca da 25 a 27 giorni prima di iniziare l’affinamento, che dura da 12 a 22 mesi in botti, di cui un terzo nuove.

Robert Parker - Wine Advocate

Robert Parker - Wine Advocate

Azienda classificata come "Recommended" (Produttore di vini raccomandato da Robert Parker - The Wine Advocate)

RVF - La Revue du Vin de France / Guida ai migliori vini francesi

RVF - La Revue du Vin de France / Guide des Meilleurs Vins de France

Tenuta valutata (guida 2022) 1*Stella (Stelle emergenti o viticoltori di qualità con una produzione di buon livello: non rimarrete delusi degustando i vini di queste tenute)

Informazioni sulla tenuta:

Questa prestigiosa casa di commercio è gestita con grande efficienza da Pierre-Henry Gagey, molto impegnato in Borgogna. La casa vanta una gamma tra le più ampie e una splendida collezione di terroir, che comprende le principali denominazioni borgognone. Frédéric Barnier, responsabile della vinificazione dal 2012, sta gradualmente imponendo il proprio stile, rendendo i vini più puliti. La costanza è uno dei punti di forza di questa azienda. Se i bianchi presentano un ottimo equilibrio, i rossi sono austeri e severi, con note legnose che prevalgono sul frutto e persino sentori di acetato che, quest’anno, rendono difficile l’interpretazione di alcune annate. Speriamo che si tratti di un fenomeno passeggero, poiché la reputazione dell’azienda è a rischio.

James Suckling

James Suckling

Tenuta valutata come “Raccomandata”

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