Domaine Louis Magnin - Chignin Bergeron 2017
90/100
RVF
«Un vino corposo e saporito»
«Sobrio ma espressivo, con una tensione notevole per un Bergeron.» (Guida RVF 2022). Soave e delicato, al palato si distingue per una tensione singolare, con note floreali, speziate e candite.
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Occhio
Bellissimo abito giallo pallido
Naso
Profilo aromatico ricco, con note floreali, speziate e candite
Palato
Delicato e raffinato, il gusto è caratterizzato da una mineralità ben definita
Servire
A 10-12°C
Bere prima
2026
Abbinamenti cibo-vino
Da gustare con pesci come la trota, le lumache, una raclette vallesana, una tartiflette al reblochon...
Bettane & Desseauve
Tenuta valutata (guida 2023) 3*stelle (Una produzione di alta qualità, che può fungere da riferimento nel proprio settore)
Informazioni sulla tenuta:
I coniugi Magnin sono tra le figure emblematiche del vigneto savoiardo. Questi due appassionati della vigna, che dal 2012 praticano l’agricoltura biologica certificata, hanno deciso di ridurre la superficie della tenuta a tre ettari a partire dalla vendemmia 2018. Una gamma ridotta, certo, ma sia i bianchi che i rossi sono vini di grande bellezza.
RVF - La Revue du Vin de France / Guide des Meilleurs Vins de France
Vino valutato (guida 2022) 90/100
Tenuta valutata (guida 2023) 1*Stella (Stelle nascenti o viticoltori di qualità con una produzione di buon livello: non rimarrete delusi degustando i vini di queste tenute)
A proposito del vino:
Contenuto ma espressivo, con una tensione notevole per essere un Bergeron.
Informazioni sulla tenuta:
Questa tenuta artigianale ha svolto un ruolo fondamentale nella storia contemporanea dei vigneti della Savoia. La superficie coltivata si è ridotta, ma il lavoro meticoloso, sia in vigna che in cantina, permette a Louis Magnin di raggiungere vette di espressione sia nei rossi che nei bianchi. Perfezionista, dimostra attraverso i suoi diversi Annate una costanza che pochi produttori raggiungono in questa regione. Meno opulenti rispetto al passato, i bianchi privilegiano l’intensità minerale. Tra i Mondeuse, fiammeggianti ma destinati all’invecchiamento, continuiamo a preferire (spesso, ma non quest’anno!) le cuvée affinate in vasche a quelle affinate in barrique.
