Camin Larredya - Jurançon La Virada 2021 (sec)
96/100
RVF
La Virada proviene da un appezzamento esposto a sud e protetto dai venti occidentali. Ciò conferisce a questa cuvée una grande complessità, sia per la varietà degli aromi che per le diverse consistenze che si intrecciano durante la degustazione! Si apprezza il suo attacco ampio, seguito da una struttura ricca ma tesa che si protrae in un finale minerale e salino. Un grande vino con un rapporto qualità-prezzo eccezionale.
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Occhio
Oro pallido con riflessi verdi
Naso
Complesso, con note di pesca, agrumi, mandarino e spezie dolci
Palato
Ampio ed esotico, con una bella corposità e una trama che gioca sulla tensione, finale salino
Servire
In caraffa a 10 °C
Bere prima
2032
Abbinamenti cibo-vino
Si abbina perfettamente a un’aragosta alla Thermidor, a una rana pescatrice al prosciutto crudo, a un pollo con gamberi di fiume, a formaggi di capra stagionati...
Bettane & Desseauve
Tenuta valutata (guida 2026) 4*stelle (I produttori di altissima qualità, quelli che rappresentano il fiore all’occhiello dei vigneti francesi)
Informazioni sulla tenuta:
Punta di diamante del Jurançon, questa tenuta, gestita secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, è la figura di riferimento della denominazione, incarnata dal suo proprietario Jean-Marc Grussaute. I suoi migliori terrazzamenti producono addirittura un vino eccezionalmente ricco e raffinato, a un prezzo ancora accessibile. L’intera gamma, sia nei vini secchi che in quelli dolci, è di un livello ammirevole. La quinta stella non è davvero più molto lontana.
RVF - La Revue du Vin de France / Guide des Meilleurs Vins de France
Vino valutato (guida 2023) 96/100 (Annata )
Tenuta valutata (guida 2026) 3*stelle (Rappresentano l'eccellenza dei vigneti francesi. I migliori terroir coltivati dai più grandi viticoltori. Degustare il loro vino è sempre un momento magico)
Informazioni sulla tenuta:
La morte del padre riporta Jean-Marc Grussaute alle origini del suo Béarn natale, a quel vigneto di Jurançon agli albori, le cui terrazze erano state riconquistate dalla generazione precedente. All’epoca la tenuta Camin Larredya produceva fragole; l’uva dei suoi pochi filari veniva consegnata alla cooperativa. È lì che compie il suo apprendistato, continuando a giocare a rugby per dieci anni nella Section Paloise. Abbandona il rugby, passa al biologico, cambia campo, rete, interlocutori e metodo. In realtà non ne utilizza alcuno, affidandosi al proprio istinto e a quel piccolo Manseng, fondamento della storia e del futuro di Jurançon. Pianta selezioni massali, affina i tempi di maturazione, gli assemblaggi e gli affinamenti. Seguendo questa stessa logica, si appassiona ai grandi terroir che individua sulle mappe: prima il Clos Joliette, coltivato per un certo periodo con la banda di A Bisto de Nas; poi la Côte Blanche, la sua rivelazione. Per quest’ultima, ha domato il pendio e, in appena sei anni, ha dimostrato l’eccezionale qualità del terroir, sui calcari dano-montiani di Lasseube. Oltre al talento, il viticoltore dell’anno 2023 possiede quella determinazione che gli permette di spingersi dove altri indietreggiano, facendo così risplendere un’intera regione.
