Château Clerc Milon Pauillac 2025 - 5ème Grand Cru Classé (Primeurs)
96-98/100
Yves Beck
96/100
Falstaff
95-96/100
RVF
95/100
Decanter
«Un Clerc Milon contemporaneo e sereno, con un finale brillante, scintillante, che ti lascia con la voglia di riascoltarlo! ~ Yves Beck»
«Al naso, aromi di lamponi e ciliegie rosse, esaltati da note di petali di rosa. Succoso e vivace, sprigiona fin da subito una bella energia e una grande vivacità; molto generoso e corposo, al palato si rivela leggermente più scuro, con note di cioccolato fondente, liquirizia, ribes nero, oltre a sentori di cedro e una leggera nota amara. Ma la sua acidità è altrettanto marcata, il che gli conferisce un vero e proprio dinamismo. Energico, con un’acidità dalle note minerali. Dinamico e vibrante, con una bella struttura tannica, vivace e davvero accattivante.» (Decanter 2026)
Consegna: 1° semestre 2028
Confezione: Cartone neutro da 1 a 5 bottiglie acquistate e cassa di legno originale per multipli di 6 bottiglie
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Bettane & Desseauve
Tenuta valutata (guida 2016) 3*stelle (Una produzione di alta qualità, che può fungere da punto di riferimento nel proprio settore)
Informazioni sulla tenuta:
È, insieme ad Armailhac, l’altro quinto cru classé della famiglia Rothschild (Mouton). A lungo all’ombra del suo fratello maggiore Mouton, un po’ privo di personalità, dagli anni 2000 ha ritrovato la propria identità grazie a una gestione più rigorosa e personalizzata. Una nuova cantina, molto originale e costruita interamente in legno secondo rigorosi criteri ambientali, consente ora di vinificare e affinare in condizioni ottimali questo superbo quinto cru di Pauillac. Il suo terroir è più argilloso rispetto a quello dell’altopiano di Mouton e conferisce maggiore ricchezza di espressione al vitigno Merlot, qui utilizzato in proporzione maggiore.
Decanter
Vino valutato (guida 2026) 95/100
A proposito del vino:
Al naso, aromi di lamponi e ciliegie rosse, esaltati da note di petali di rosa. Succoso e vivace, sprigiona fin da subito una bella energia e una grande vivacità; molto generoso e corposo, al palato si rivela un po’ più scuro, con note di cioccolato fondente, liquirizia, ribes nero, oltre a sentori di cedro e una leggera nota amara. Ma la sua acidità è altrettanto marcata, il che gli conferisce un vero dinamismo. Energico, con un’acidità dalle note minerali. Dinamico e vibrante, con una bella struttura tannica, vivace e davvero accattivante. L’1% di Carménère e l’1% di Petit Verdot completano l’assemblaggio. 2033-2050
Guide Hachette des vins
Azienda valutata (guida 2016) Vini premiati (I vini di questo produttore vengono regolarmente premiati dalla guida)
Informazioni sulla tenuta:
Un tempo proprietà di Lafite, questo cru classé fu acquisito durante la Rivoluzione dalla famiglia Clerc, che aggiunse al proprio nome quello di una frazione di Pauillac, e successivamente dal barone Philippe de Rothschild nel 1970. Situato tra Mouton e Lafite, nella parte nord-orientale della denominazione, dispone di un vigneto di 41 ettari situato su un terroir d’eccezione (principalmente la collina di Mousset che domina la Gironda) e di una nuova cantina inaugurata nel 2011.
Robert Parker - Wine Advocate
Azienda classificata come “Recommended” (Produttore di vini raccomandato da Robert Parker - The Wine Advocate)
Informazioni sulla tenuta:
RVF - La Revue du Vin de France / Guide des Meilleurs Vins de France
Vino valutato (guida 2026) 95-96/100
Tenuta valutata (guida 2016) 1*Stella (Stelle nascenti o viticoltori di qualità con una produzione di buon livello: non rimarrete delusi degustando i vini di queste tenute)
A proposito del vino:
Più corposo del vicino Armailhac, con un profilo caratterizzato dai suoi terreni argillosi. Il fruttato è intenso, profondo e ben definito, sostenuto da un palato cremoso e corposo. Bella persistenza, bella presenza e un finale gustoso, con un frutto generoso ed espressivo.
Informazioni sulla tenuta:
Questo castello fa parte della scuderia delle tenute Rothschild (Mouton). È sempre affascinante confrontarlo con il suo “fratello” Armailhac. Vinificato dallo stesso team, il secondo punta sul classicismo, con una quota significativa di Cabernet Sauvignon nel suo assemblaggio, mentre il primo si affida a una percentuale maggiore di Merlot. Dopo un periodo altalenante, questo cru torna ai suoi livelli migliori, con una concentrazione e una morbidezza meglio definite. La recente costruzione di una vasca di fermentazione e di una cantina ha permesso di fare un ulteriore passo avanti.
Yves Beck
Vino valutato (guida 2026) 96-98/100
A proposito del vino:
Affinamento in botti nuove al 55% per il Clerc Milon 2025. L’affinamento si rivela bene, ma non è il fulcro del suo messaggio; è un elemento che fa proprio ciò che ci si aspetta da lui: sostenere il quadro olfattivo e permettere ai dettagli di risaltare. Le sfumature di grafite sono seguite da note di pane tostato e poi da sfumature floreali. Tutto è ben equilibrato, senza eccessi, ma con grande pertinenza, in un insieme che esalta l’armonia olfattiva. Al palato, la prudenza è d’obbligo. Si percepisce chiaramente che l’estrazione è stata misurata e controllata e che il clima ha favorito la finezza della grana dei tannini. Questi ultimi garantiscono, in egual misura, finezza e potenza. Un vino lineare, ampio, potente e tonificante. Un concentrato di energia con finezza, carattere e persistenza. Un Clerc Milon contemporaneo e sereno con un finale brillante, scintillante, che invita a un secondo assaggio! 2032-2060
Falstaff
Vino valutato (guida 2026) 96/100
