Domaine Nicolas Joly - Le Clos de la Bergerie 2010
Note: Gault Millau 17,5/20, RVF 16/20, Bettane & Desseauve 15,5/20
«Una splendida espressione dello Chenin, con una precisione terrosa di genziana e il classico aroma di mele secche. Vibrante e vivace, frizzante e potente, il palato si delinea per poi imporsi. » (Les Meilleurs Vins de France 2012 - Gault Millau)
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Occhio
Abito giallo dorato
Naso
Elegante, con sentori di ginestra, mela cotogna fresca e albicocca secca
Palato
corposa e croccante, di una bella freschezza
Servire
in caraffa a 14 °C
Apri
1 ora prima
Bere a partire da
2012
Bere prima
2017
Produzione
7.000 bottiglie
Abbinamenti cibo-vino
Da gustare con un cosciotto d’agnello confit allo zenzero, un crauti di pesce, una blanquette di vitello, capesante in salsa, un Salers...
Bettane & Desseauve
Tenuta classificata con 3 stelle (Una produzione di alta qualità, che può fungere da punto di riferimento nel proprio settore)
Informazioni sulla tenuta:
L’Eden viticolo La Coulée de Serrant è un luogo in cui la vita esulta. Nicolas Joly, pioniere della biodinamica, ha reso il suo vino un marchio riconosciuto in ogni angolo del mondo. Può inoltre contare sulla visione di sua figlia Virginie per continuare a portare questa tenuta tra le migliori. Quattro ettari a Savennières e quattro ettari a Roche-Aux-Moines: un vigneto pascolato dalle pecore, becchettato dalle galline, lavorato a mano, in simbiosi con la natura. Osservazione, sperimentazione, viticoltura esemplare e tenuta imperdibile.
Guide Hachette des vins
Tenuta valutata (guida 2025) Vini premiati (I vini di questo produttore vengono regolarmente premiati dalla guida)
Informazioni sulla tenuta:
Questo venerabile vigneto di 7 ettari, coltivato a vecchi ceppi di Chenin aggrappati a pendii scistosi e fondato dai cistercensi nel 1130, è una delle rare denominazioni in regime di monopolio del panorama vitivinicolo francese. Rafforzata nel corso dei secoli da illustri intenditori e personalità di rango, la sua fama ha assunto una dimensione internazionale da quando Nicolas Joly, il «papa» francese della biodinamica, ne guida le sorti, affiancato oggi dalla figlia Virginie. Il vino trae il suo carattere originale e unico da uve raccolte in fase di sovramaturazione – o addirittura botritizzate – in quattro o cinque passaggi. In cantina, assolutamente niente legno nuovo che possa mascherare il terroir, ma barrique da 500 litri. E il minor numero possibile di interventi.
Guide des Vins Gault & Millau
Valutazione: Consigliato (Consigliato)
Informazioni sulla tenuta:
Nicolas Joly è ora affiancato dalla figlia Virginie. Senza nulla togliere alla figura paterna, bisogna ammettere che negli ultimi anni i vini sono diventati più precisi e delicati. La Coulée de Serrant si colloca quindi ai vertici qualitativi del proprio terroir. Un terroir di scisto che conferisce al vino persistenza, precisione e una sottile brillantezza. I vini hanno bisogno di tempo e, soprattutto, di ossigenazione.
RVF - La Revue du Vin de France / Guide des Meilleurs Vins de France
Tenuta valutata (guida 2026) 2*stelle (Queste tenute di altissimo livello, spesso dotate di terroir favolosi, sono delle tappe imperdibili che, grazie alla loro costanza e all’eccellenza della loro produzione, non possono mancare nella cantina degli intenditori)
Informazioni sulla tenuta:
L’eccezionale vigneto della Coulée de Serrant si estende ai margini di una scogliera scistosa che precipita direttamente nella Loira, nei pressi di Angers. La natura del luogo e la qualità della sua esposizione gli consentono di distinguersi dalla massa da secoli. Restaurata da Denise Joly negli anni ’60, la tenuta è stata rilevata dal figlio Nicolas. Questo brillante innovatore è un convinto sostenitore della coltivazione biodinamica, che ha adottato alla Coulée de Serrant fin dal 1981. Una percentuale di uve botritizzate (più o meno marcata a seconda Annate) conferisce una complessità barocca di aromi e una singolare ampiezza a questi bianchi fuori dal comune. La figlia di Nicolas Joly, Virginie, è ora alla guida della tenuta. Alcuni vini, come quelli del 2016 o del 2019, possono rivelarsi sgargianti, scolpiti da un’impressionante concentrazione di estratto secco. Altri, come il 2020, mostrano una mancanza di precisione che ci lascia perplessi. Questi vini richiedono una lunga aerazione e una temperatura di servizio di circa 12 gradi, quindi non troppo fresca. Durante le degustazioni in cantina vengono addirittura serviti a temperatura ambiente!
Valutazione dei clienti
3.2/5
su 4 recensioni
Nota e consiglio di M. LAURENT H. Pubblicato su 02/02/2014
lasciare respirare a lungo in caraffa+++ che profondità!, mineralità e complessità aromatica
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Nota e consiglio di M. FABRICE G. Pubblicato su 24/04/2013
decisamente troppo costoso per quello che è. Vino frizzante, in piena rifermentazione in bottiglia. Imbevibile...
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Nota e consiglio di M. CHRISTOPHE D. Pubblicato su 02/07/2018
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Nota e consiglio di M. JEAN LOUIS D. Pubblicato su 08/06/2018
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