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Domaine La Suffrène - Bandol rosé 2024

Domaine La Suffrène - Bandol rosé 2024

2*Étoiles

Hachette

91/100

Robert Parker

91/100

RVF

(Note Annata )
piccante
agrumi
saporito

«Da gustare fin dall'inizio su una pissaladière!»

Note: Hachette 2 stelle, Robert Parker 91/100, RVF 91/100

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Sito valutato
21.156 recensioni
-20€

a partire da 99 € sul tuo primo ordine

Settore

Domaine La Suffrène

Annata

2024

Denominazione

Bandol

Regione

Provenza

Vitigni

45% Mourvèdre, 35% Grenache, 15% Cinsault, 5% Carignan

Terroir

Terreni argilloso-calcarei

Viticoltura

Certificato biologico

Vendemmia

Manuali

Vinificazione

Fermentazione malolattica bloccata

Allevamento

Su lieviti fini

Biografia

Occhio

Colore limpido e brillante, con lievi riflessi salmone

Naso

Delicato e discreto, con aromi di agrumi, pompelmo, note di anice e spezie (finocchio, anice), caramella inglese

Palato

Complesso ed equilibrato, con note speziate e agrumate; il finale è sostenuto da delicate note amare; aromatico e goloso

Servire

A 10-12°C

Bere prima

2028 per i giovani

Abbinamenti cibo-vino

Abbinamenti cibo-vino

Da gustare come aperitivo, con una zuppa di pesce, gamberoni, una teglia di verdure, una pissaladière, un'insalata di frutta...

Maggiori informazioni su Domaine La Suffrène

Maggiori informazioni su Bandol

Bettane & Desseauve

Bettane & Desseauve

Tenuta valutata (guida 2021) 3 stelle (Una produzione di alta qualità, che può fungere da punto di riferimento nel proprio settore)

Informazioni sulla tenuta:

Il simpatico Cédric Gravier gestisce questa tenuta di famiglia dal 1996 con grande apertura mentale e un innato senso dell’accoglienza. Con lui è arrivato un grande cambiamento: l’uva, che fino ad allora veniva consegnata alla cooperativa, viene ora vinificata direttamente in azienda. Questa rinascita è stata possibile soprattutto grazie a suo nonno, che conosceva ogni singolo ceppo di vite come le sue tasche. Oggi la tenuta si estende su circa 60 ettari e Cédric ha avviato nel 2017 la conversione al biologico. Situata nella parte occidentale della denominazione, su un terreno prevalentemente argilloso-calcareo, la tenuta, con i suoi numerosi appezzamenti, garantisce la diversità di espressione del Mourvèdre, vitigno di punta di Bandol, la cui percentuale di vecchi vitigni raggiunge qui il 90%.

Guida Hachette ai vini

Guide Hachette des vins

Vino valutato (guida 2025) 2*Stelle (Annata 2023) (Vino eccezionale)

Tenuta valutata (guida 2023) Vini premiati (I vini di questo produttore vengono regolarmente premiati dalla guida)

Informazioni sulla tenuta:

È nella località denominata La Suffrène – che un tempo sarebbe stata la residenza di una compagna del Balivo di Suffren – che si estende una parte dei vigneti di questa tenuta imperdibile della denominazione Bandol. Un vigneto a conduzione familiare di 60 ettari, suddiviso in un centinaio di appezzamenti, le cui uve venivano portate alla cooperativa fino all'arrivo di Cédric Gravier, che nel 1996 ha preso il posto dei nonni. In fase di conversione al biologico.

Robert Parker - Wine Advocate

Robert Parker - Wine Advocate

Vino valutato (guida 2024) 91/100 (Annata ) (Vino eccezionale)

RVF - La Revue du Vin de France / Guida ai migliori vini francesi

RVF - La Revue du Vin de France / Guide des Meilleurs Vins de France

Vino valutato (guida 2025) 91/100 (Annata )

Tenuta premiata (guida 2023) Selezionata (Ricordiamo che questa guida è una classifica e che, in quanto tale, tutte le tenute che vi figurano, anche quelle senza stelle, rappresentano, a nostro avviso, l'eccellenza della produzione francese.)

Informazioni sulla tenuta:

Per molto tempo, la famiglia Gravier-Piche ha consegnato il frutto del proprio lavoro alla cantina cooperativa. Quando Cédric Gravier è tornato nelle terre di famiglia nel 1996, ha deciso di produrre i propri vini e di imbottigliare l’essenza di vecchi vitigni Mourvèdre provenienti principalmente dalla Cadière d’Azur. Nel corso degli anni, il suo spirito imprenditoriale lo porta a vinificare i 58 ettari. Caratterizzati da aromi di fragola più che di agrumi, i rosati non lesinano né sul colore né sulla concentrazione. Si ritrovano la corposità e la ricchezza di texture di questi terroir precoci nei rossi densi, dai tannini seducenti, che illustrano la morbidezza argillosa del suo terroir. Un classico consensuale che tuttavia non ha venduto la sua anima mediterranea.

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