Camin Larredya - Jurançon La Part Davant 2024 (sec)
92/100
RVF
«Questo Jurançon secco è davvero affascinante»
Questa annata presenta una gamma aromatica che esprime note di frutta fresca (pesca bianca, agrumi), completata da un tocco di mineralità. Il suo carattere deciso è accompagnato da una sensazione vellutata al palato e da un finale vivace ma avvolgente. Il tutto in perfetto equilibrio!
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Occhio
Oro pallido con riflessi verdi
Naso
Esotico e fresco, con note di ananas e agrumi
Palato
Attacco rotondo e fruttato, energico, con note di scorza d’arancia e anice; finale teso e salino
Servire
A 10°C
Bere prima
2030
Abbinamenti cibo-vino
Da gustare come aperitivo, con prosciutto crudo, carpaccio di capesante, aragosta marinata al limone, carni bianche, formaggi di capra...
Bettane & Desseauve
Tenuta valutata (guida 2026) 4*stelle (I produttori di altissima qualità, quelli che rappresentano il fiore all’occhiello dei vigneti francesi)
Informazioni sulla tenuta:
Punta di diamante del Jurançon, questa tenuta, gestita secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, è la figura di riferimento della denominazione, incarnata dal suo proprietario Jean-Marc Grussaute. I suoi migliori terrazzamenti producono addirittura un vino eccezionalmente ricco e raffinato, a un prezzo ancora accessibile. L’intera gamma, sia nei vini secchi che in quelli dolci, è di un livello ammirevole. La quinta stella non è davvero più molto lontana.
RVF - La Revue du Vin de France / Guide des Meilleurs Vins de France
Vino valutato (guida 2026) 92/100 (Annata )
Tenuta valutata (guida 2026) 3*stelle (Rappresentano l'eccellenza dei vigneti francesi. I migliori terroir coltivati dai più grandi viticoltori. Degustare il loro vino è sempre un momento magico)
Informazioni sulla tenuta:
La morte del padre riporta Jean-Marc Grussaute alle origini del suo Béarn natale, a quel vigneto di Jurançon agli albori, le cui terrazze erano state riconquistate dalla generazione precedente. All’epoca la tenuta Camin Larredya produceva fragole; l’uva dei suoi pochi filari veniva consegnata alla cooperativa. È lì che compie il suo apprendistato, continuando a giocare a rugby per dieci anni nella Section Paloise. Abbandona il rugby, passa al biologico, cambia campo, rete, interlocutori e metodo. In realtà non ne utilizza alcuno, affidandosi al proprio istinto e a quel piccolo Manseng, fondamento della storia e del futuro di Jurançon. Pianta selezioni massali, affina i tempi di maturazione, gli assemblaggi e gli affinamenti. Seguendo questa stessa logica, si appassiona ai grandi terroir che individua sulle mappe: prima il Clos Joliette, coltivato per un certo periodo con la banda di A Bisto de Nas; poi la Côte Blanche, la sua rivelazione. Per quest’ultima, ha domato il pendio e, in appena sei anni, ha dimostrato l’eccezionale qualità del terroir, sui calcari dano-montiani di Lasseube. Oltre al talento, il viticoltore dell’anno 2023 possiede quella determinazione che gli permette di spingersi dove altri indietreggiano, facendo così risplendere un’intera regione.
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