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Camin Larredya - Jurançon Costa Blanca 2023 (secco)

Camin Larredya - Jurançon Costa Blanca 2023 (sec)

93/100

RVF

Petit Manseng
complesso
minerale
ampio

«Un Jurançon aromatico e intenso, che rende semplicemente felici!»

Un Jurançon secco d'eccezione, un punto di riferimento assoluto per questa annata firmata Jean-Marc Grussaute! Ampio, ricco, pieno di freschezza, con sentori esotici e minerali.

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Sito valutato
21.470 recensioni
-20€

a partire da 99 € sul tuo primo ordine

Settore

Domaine Camin Larredya

Cuvée

Costa Blanca

Annata

2023

Denominazione

Jurançon Sec

Regione

Sud-Ovest

Vitigni

80% Petit Manseng, 10% Camaralet, 10% Lauzet

Terroir

Argilocalcare del Dano-montiano

Viticoltura

Certificata biologica e biodinamica

Vendemmia

Manuali

Vinificazione

Pigiatura diretta senza diraspatura, fermentazione con lieviti indigeni in botti da 1200 litri, fermentazione malolattica parziale

Allevamento

12 mesi sui lieviti in vasche di gres da 1200 litri

Gradazione alcolica

14%

Biografia

Occhio

Colore oro pallido, riflessi verdi

Naso

Complesso bouquet di frutta gialla, agrumi, sottili sentori di caramella alla violetta e miele, con una nota di bergamotto, pepe e cumino

Palato

Ampio, fresco, con aromi di agrumi e frutta esotica, note speziate, bella energia, sapidità fuori dal comune e un finale molto lungo!

Servire

In caraffa a 10 °C

Bere a partire da

2026

Bere prima

2040+

Abbinamenti cibo-vino

Abbinamenti cibo-vino

Si abbina perfettamente a gamberi flambé, aragosta Thermidor, vongole ripiene di burro al prezzemolo, pollo al limone candito, rana pescatrice alle spezie tandoori, formaggi di capra stagionati...

Maggiori informazioni su Domaine Camin Larredya

Maggiori informazioni su Jurançon

Bettane & Desseauve

Bettane & Desseauve

Tenuta valutata (guida 2026) 4*stelle (I produttori di altissima qualità, quelli che rappresentano il fiore all’occhiello dei vigneti francesi)

Informazioni sulla tenuta:

Punta di diamante del Jurançon, questa tenuta, gestita secondo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, è la figura di riferimento della denominazione, incarnata dal suo proprietario Jean-Marc Grussaute. I suoi migliori terrazzamenti producono addirittura un vino eccezionalmente ricco e raffinato, a un prezzo ancora accessibile. L’intera gamma, sia nei vini secchi che in quelli dolci, è di un livello ammirevole. La quinta stella non è davvero più molto lontana.

RVF - La Revue du Vin de France / Guida ai migliori vini francesi

RVF - La Revue du Vin de France / Guide des Meilleurs Vins de France

Vino valutato (guida 2026) 93/100

Tenuta valutata (guida 2026) 3*stelle (Rappresentano l'eccellenza dei vigneti francesi. I migliori terroir coltivati dai più grandi viticoltori. Degustare il loro vino è sempre un momento magico)

Informazioni sul vino:

Costa Blanca: radicalmente diverso, più minerale che fruttato, sebbene la struttura risulti sempre corposa e ampia, nonostante la spiccata vivacità acida. C’è decisamente qualcosa di singolare in questo vino… Un sentore di conchiglia? Un richiamo alla Loira?

Informazioni sulla tenuta:

La morte del padre riporta Jean-Marc Grussaute alle origini del suo Béarn natale, a quel vigneto di Jurançon agli albori, le cui terrazze erano state riconquistate dalla generazione precedente. All’epoca la tenuta Camin Larredya produceva fragole; l’uva dei suoi pochi filari veniva consegnata alla cooperativa. È lì che compie il suo apprendistato, continuando a giocare a rugby per dieci anni nella Section Paloise. Abbandona il rugby, passa al biologico, cambia campo, rete, interlocutori e metodo. In realtà non ne utilizza alcuno, affidandosi al proprio istinto e a quel piccolo Manseng, fondamento della storia e del futuro di Jurançon. Pianta selezioni massali, affina i tempi di maturazione, gli assemblaggi e gli affinamenti. Seguendo questa stessa logica, si appassiona ai grandi terroir che individua sulle mappe: prima il Clos Joliette, coltivato per un certo periodo con la banda di A Bisto de Nas; poi la Côte Blanche, la sua rivelazione. Per quest’ultima, ha domato il pendio e, in appena sei anni, ha dimostrato l’eccezionale qualità del terroir, sui calcari dano-montiani di Lasseube. Oltre al talento, il viticoltore dell’anno 2023 possiede quella determinazione che gli permette di spingersi dove altri indietreggiano, facendo così risplendere un’intera regione.

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