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Chorey-lès-Beaune

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Chorey-lès-Beaune
La denominazione AOC Chorey-lès-Beaune è una denominazione comunale della Côte de Beaune, nella Côte d’Or. I vini rossi provenienti dalla zona di produzione di questa denominazione possono anche fregiarsi della denominazione Côte de Beaune Villages. La zona di produzione è limitata esclusivamente al comune di Chorey-lès-Beaune. Questa denominazione può essere seguita dal nome del climat da cui proviene il vino. Tra i diversi cru di Chorey-lès-Beaune, si distinguono quelli proposti dal Domaine Maréchal-Caillot o dal Domaine Joseph Drouhin.

Vicino a Beaune, Aloxe-Corton e Savigny-lès-Beaune, Chorey-lès-Beaune si estende ai piedi della Côte. Il vino Chorey-lès-Beaune è un’ottima chiave di introduzione ai vini di Borgogna a denominazione comunale. Si tratta infatti di bottiglie accessibili e generose. Venduto a lungo in passato con i nomi dei suoi prestigiosi vicini per via del suo corpo e del suo bouquet, il vino Chorey-lès-Beaune ha ottenuto proprio nel 1970 il diritto di difendere da solo i propri colori: rosso essenzialmente da Pinot Nero, ma anche una quota crescente di bianco derivante dallo Chardonnay.

Il terroir di Chorey-lès-Beaune è costituito da un terreno alluvionale marno-calcareo su fondo pietroso, con sfumature talvolta ferruginose, sceso dalla Côte nel corso dei millenni. Presenta uno strato di ghiaia ai margini di Aloxe-Corton e Savigny-lès-Beaune.

Chorey-lès-Beaune, una denominazione poco conosciuta tutta da scoprire

Sebbene il vigneto della Borgogna abbondi di nomi prestigiosi e di vini molto ricercati, al punto che alcune bottiglie sono difficilissime da reperire e spesso richiedono una spesa considerevole, esistono alcune denominazioni più discrete che meritano ampiamente una visita. Chorey-lès-Beaune, denominazione che, come suggerisce il nome, si trova sulla Côte de Beaune, ne fa parte. Nei rossi, e più raramente nei bianchi, sa esaltare al meglio il Pinot Nero o lo Chardonnay.

Una situazione atipica

Sebbene la coltivazione della vite, come in tutto il vigneto che attraversa la Côte d'Or, abbia origini antiche nel comune di Chorey-lès-Beaune, la sua classificazione come AOC autonoma è stata ottenuta solo nel 1970. Il comune conta infatti solo 134 ettari di vigneti che, tra l'altro, sono stati duramente colpiti dalla fillossera e poi dalla peronospora all'inizio del XX secolo. Fino al 1970, l'uva coltivata a Chorey-lès-Beaune veniva quindi venduta con il nome delle denominazioni dei villaggi vicini. Il riconoscimento come AOC ha tuttavia segnato il riconoscimento di un terroir particolare, con una propria personalità, e di una situazione atipica. Infatti, se nella Côte d'Or la stragrande maggioranza degli appezzamenti di vigneto (chiamati climats) è piantata sui pendii, a Chorey-lès-Beaune è nella pianura che si trova la maggior parte dei vigneti. Questo spiega in parte l'assenza di climats classificati come grand cru o premier cru, i livelli più alti della denominazione. Questi livelli sono infatti riservati a climats che combinano un terroir eccezionale, un'esposizione ottimale, la capacità di drenare l'acqua piovana... I vini di Chorey-lès-Beaune beneficiano, a seconda del climat, della denominazione Bourgogne o della denominazione comunale Chorey-lès-Beaune. La superficie ridotta fa sì che questi vini "non inondino il mercato". Prestigio minore, volumi modesti: ecco la spiegazione della relativa discrezione della denominazione. Ma questa discrezione e l'atipicità della sua esposizione stanno diventando dei punti di forza. La fascia di prezzo rimane infatti molto ragionevole, la minore esposizione al sole permette di ottenere vini equilibrati che lasciano esprimere il pinot nero (oltre il 90% dei vini prodotti) e lo chardonnay.

Vini morbidi, eleganti e gustosi

I terreni della denominazione Chorey-lès-Beaune sono prevalentemente argilloso-calcarei, con sedimenti alluvionali marno-calcarei e un sottosuolo sabbioso. Per quanto riguarda i vini rossi, Chorey-lès-Beaune propone Pinot Nero poco tannici e molto fruttati. Una critica mossa a lungo alla denominazione era quella di offrire vini certamente piacevoli ma poco persistenti e con una gamma aromatica limitata. Critiche che ormai non hanno più ragione di essere. Il controllo delle rese, la volontà di lasciare invecchiare le viti per ottenere una maggiore concentrazione, l'elaborazione di cuvée parcellari (uve provenienti da un unico climat), hanno fatto il loro lavoro. Oggi, quando si degusta un Chorey-lès-Beaune rosso, si scopre un vino dal colore chiaro, dal naso sottile in cui si mescolano note di ribes nero e fiori secchi, dal palato delicato e soave, che lascia esprimere un frutto croccante e succoso. I rari appezzamenti coltivati a Chardonnay presentano una maggiore concentrazione di calcare, ma i terreni rimangono abbastanza profondi. Il colore dei Chorey-lès-Beaune bianchi è oro chiaro, il profumo evoca il caprifoglio, in bocca una leggerissima mineralità risveglia il palato e dona persistenza ai vini. Note di frutta gialla e nocciola, un corpo abbastanza marcato li rendono vini appetitosi, da consumare sia come aperitivo che a tavola, su un risotto o un taboulé. In entrambe le varianti, sono vini che la loro rotondità ed eleganza rendono molto apprezzabili con l'arrivo della bella stagione.
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