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Domaine Léon Barral - Vino bianco francese 2023

Domaine Léon Barral - Vin de France blanc 2023

92/100

RVF

complesso
da decantare
vino naturale
originalità

« Un bianco fuori dal comune per un pubblico esigente! »

Una cuvée atipica e originale firmata Léon Barral, un bianco da macerazione ottenuto da un vitigno antico, il Terret. Caratterizzato da una bella profondità e da un bouquet complesso. Attenzione: vino destinato agli intenditori o a chi è alla ricerca di nuove sensazioni!

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Sito valutato
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Settore

Domaine Léon Barral

Annata

2023

Denominazione

Vin de France

Regione

Linguadoca

Vitigni

Terret blanc et gris

Terroir

Pendii scistosi e ripidi, clima mediterraneo, esposizione a sud, al riparo delle propaggini delle Cévennes

Viticoltura

Certificata biologica e biodinamica

Vendemmia

Manuali

Vinificazione

Con una macerazione da 3 a 4 giorni come per un rosso, senza filtrazione, senza aggiunta di zolfo,

Allevamento

12 mesi in serbatoi di acciaio inossidabile

Gradazione alcolica

12.5%

Biografia

Occhio

Colore giallo-arancio, molto torbido, con presenza di sedimenti dovuti alla mancanza di decantazione e filtrazione

Naso

Note ossidative, che svaniscono con l'ossigenazione, di pesca, limone, mandarino...

Palato

Attacco vivace grazie all'acido citrico, ma morbido, con note di spezie delicate, mandarino, pesca e zenzero; strutturato e complesso, con un finale caratterizzato da sottili note amare, che stimola la salivazione

Servire

A 12 °C in caraffa

Apri

Da versare in caraffa diverse ore prima della degustazione

Bere prima

2032

Abbinamenti cibo-vino

Abbinamenti cibo-vino

Da gustare con crauti, una torta salata con formaggio di capra e zucchine, un sanguinaccio al Porto, una vellutata di cavolfiore...

Maggiori informazioni su Domaine Léon Barral

Maggiori informazioni su Vin de France

Bettane & Desseauve

Bettane & Desseauve

Tenuta contrassegnata come “Selezionata” (Una tenuta o un’azienda che ci ha conquistato con uno o più vini della propria produzione, senza che possiamo esprimere un giudizio generale sullo stile dell’intera gamma)

Informazioni sulla tenuta:

Uomo di profonde convinzioni, Didier Barral è tra coloro che hanno riflettuto maggiormente sulla lavorazione del terreno; è insediato nella tenuta dall’inizio degli anni ’90. Il vigneto, che si estende su 33 ettari, è situato su colline scistose e pendii riparati dalle propaggini delle Cévennes. Didier Barral ha reintrodotto maiali neri e 70 mucche (che pascolano da ottobre ad aprile nei suoi vigneti) e ha ampiamente favorito la policoltura per favorire la convivenza di diverse specie di fauna e flora. I terreni non vengono arati per consentire lo sviluppo della vita animale. La filosofia enologica si avvicina a quella dei cosiddetti vini naturali, con un basso apporto di zolfo all’imbottigliamento. Ci possono essere state delle deviazioni in alcuni vini, ma al loro meglio i suoi «faugères» non hanno eguali. «Non bisogna forse accettare qualche piccolo difetto nella ragazza che si ama?», ci spiega Didier. Quest’anno la tenuta non ci ha inviato campioni; faremo un resoconto completo l’anno prossimo.

RVF - La Revue du Vin de France / Guida ai migliori vini francesi

RVF - La Revue du Vin de France / Guide des Meilleurs Vins de France

Vino valutato (guida 2026) 92/100

Tenuta valutata (guida 2026) 2*stelle (Queste tenute di altissimo livello, spesso dotate di terroir favolosi, sono delle tappe imperdibili che, grazie alla loro costanza e all’eccellenza della loro produzione, non possono mancare nella cantina degli intenditori)

Informazioni sul vino:

Preciso e senza fronzoli, nello stile “alla vecchia maniera” di Didier Barral.

Informazioni sulla tenuta:

Il terroir dalle eccezionali formazioni scistose della tenuta Léon Barral si estende sui pendii della frazione di Lentheric. Il vigneto è valorizzato da pratiche colturali che favoriscono le interazioni tra il regno animale e quello vegetale, ricorrendo alla copertura vegetale, alla materia organica e ai concimi naturali forniti dalle mandrie al pascolo tra i filari. Tutte queste pratiche hanno contribuito al progresso dell’intera viticoltura della Linguadoca e hanno permesso a Didier Barral di collocare la tenuta tra le più ambite della regione. Lo stile molto libero dei vini affascina un gran numero di appassionati e di enotecari (la tenuta non effettua vendite al dettaglio), lasciando gli altri perplessi.

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