Domaine Peyre Rose - Clos des Cistes 2003
94/100
Robert Parker
94/100
Bettane & Desseauve
92/100
RVF
«La cuvée d’eccellenza di Marlène Soria»
«Il Languedoc Clos de Cistes 2003 è un vino dal carattere deciso, che riflette il calore Annata la sua esuberanza e il suo lato fruttato. Uvetta di Corinto, carni arrosto, prugne, liquirizia e sentori di sottobosco danno vita a un Languedoc corposo, edonistico e sensuale, con un palato corposo, privo di asperità e un finale netto.» (Wine Advocate)
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Occhio
Abito color ciliegia con riflessi violacei
Naso
Potente e raffinato, con un profilo aromatico nobile e complesso, caratterizzato da sentori affumicati, di liquirizia e tostati
Palato
Sapori intensi, tannini delicati, morbido e vellutato al punto giusto
Servire
In caraffa a 16-17 °C
Apri
1 ora prima
Bere prima
2033+
Abbinamenti cibo-vino
Da gustare con un carré di agnello e il suo sugo, purè di patate fatto in casa al burro al tartufo, linguine gratinate, scaglie di tartufo e foie gras...
Bettane & Desseauve
Vino valutato 94/100
Tenuta valutata (guida 2026) 4*stelle (I produttori di altissima qualità, quelli che rappresentano il fiore all’occhiello dei vigneti francesi)
A proposito del vino:
Un vino straordinario in cui prevale il Grenache. Una terza dimensione al palato lo rende leggero, nonostante una leggera mancanza di freschezza e una nota di tabacco havana nel finale.
Informazioni sulla tenuta:
Questa tenuta, sperduta in fondo a una stradina introvabile, è gestita secondo i principi dell’agricoltura biologica da Marlène Soria. Marlène produce tre annate di rosso a predominanza di Syrah: il Clos des Cystes, il Syrah Léone – diventato poi Belle Léone – e, a partire Annata , il Marlène N° 3, proveniente da un nuovo terroir. Le Cistes provengono dalla parte più alta della tenuta, situata su terreni sassosi molto duri. Questa annata presenta un’acidità maggiore rispetto alla Belle Léone, che cresce su rocce più friabili e facilmente permeabili all’acqua: è spesso l’annata più sensuale. Marlène N° 3 non è né un terzo né un secondo vino. Terza piantagione della tenuta, è sicuramente la più ben piantata tra gli appezzamenti, con una percentuale maggiore di Grenache, ed è quella che guadagna di più dall’invecchiamento. Tra i bianchi, Oro è composto da Rolle, Roussanne e Viognier, integrati da diversi altri vitigni della Linguadoca. Se dovessimo trovare un sinonimo per Peyre Rose, sarebbe sicuramente «Le mille e una notte», tanto sono ammalianti i suoi finali.
Robert Parker - Wine Advocate
Vino valutato (guida 2015) 94/100 (Grande vino)
A proposito del vino:
Il Languedoc Clos de Cistes 2003 è un vino dal carattere deciso, che riflette il calore Annata la sua esuberanza e il suo lato fruttato. Uvetta di Corinto, carni arrosto, prugne, liquirizia e sentori di sottobosco danno vita a un Languedoc corposo, edonistico e sensuale, con un palato corposo, privo di asperità e un finale netto.
RVF - La Revue du Vin de France / Guide des Meilleurs Vins de France
Vino valutato (guida 2016) 92/100
Tenuta valutata (guida 2026) 3*stelle (Rappresentano l'eccellenza dei vigneti francesi. I migliori terroir coltivati dai più grandi viticoltori. Degustare il loro vino è sempre un momento magico)
Informazioni sulla tenuta:
Quasi 40 anni fa, dopo aver fatto carriera nel settore immobiliare, Marlène Soria ha acquistato un appezzamento di terreno sulle alture di Saint-Pargoire. Nel cuore della gariga, crea dal nulla il suo vigneto, piantando dapprima uve da tavola (Servant, Chasselas) e poi uve da vino (Ugni Blanc, Syrah). La sua prima vendemmia risale al 1988, ma è nel 1993 che ha inizio la storia di successo con l’uscita del suo primo bianco di Servant. Ecco le fondamenta di uno dei successi più entusiasmanti del panorama vitivinicolo francese. Oggi i vigneti si estendono su 30 ettari, di cui 10 a terrazze. Suo figlio la raggiunge nel 2012 nella tenuta, totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico grazie a pozzi e pannelli solari, per una viticoltura che rispetta al 100% la natura circostante. Lo stile si impone: gli affinamenti sono molto lunghi, spesso superiori ai dieci anni, ma anche molto discreti. Il bianco Oro, purtroppo troppo raro, è il fiore all’occhiello dello stile Soria. Meno incisivi, i rossi rivelano una forza ardente che si affina con il tempo.
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