Clos Centeilles - Carignanissime de Centeilles 2018
15,5/20
RVF
Una cuvée dallo spirito meridionale che lascia emergere un frutto puro e concentrato, ottenuto dalla macerazione carbonica di vecchi vitigni di Carignan. Al naso è intenso e nitido, con note di piccoli frutti neri, ribes nero, cacao ed erbe aromatiche che si esprimono pienamente. Al palato è denso, succoso e fresco, per una bevibilità immediata. L’espressione del Carignan in tutta la sua golosità: semplicemente delizioso!
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Naso
Intenso sentore di frutti di bosco neri, ribes nero e cacao, spezie, erbe aromatiche
Palato
Un concentrato di puro succo di frutti neri e spezie. Bella rotondità, tannini corposi.
Servire
A 16°C
Bere prima
2024
Abbinamenti cibo-vino
Da abbinare a piatti tipici della zona, cucina di Tolosa, carni rosse in salsa…
RVF - La Revue du Vin de France / Guide des Meilleurs Vins de France
Vino valutato (guida 2020) 15,5/20 (Annata 2015) (Buon vino)
Tenuta valutata (guida 2026) 1*Stella (Stelle emergenti o viticoltori di qualità con una produzione di buon livello: non rimarrete delusi degustando i vini di queste tenute)
Informazioni sulla tenuta:
Questa tenuta originale, situata nella suggestiva cornice del Causse di Siran, è gestita da Cécile Boyer-Domergue, sempre affiancata dalla madre Patricia. I loro vini sono il frutto di un lavoro di integrità esemplare, incentrato sulla coltivazione di vitigni rari o dimenticati. L’espressione del frutto al naso è sempre leggermente candita, mentre al palato i vini rivelano una rara eleganza e una grande finezza di struttura, in particolare i Cinsault in purezza. Le grandi annate vengono vendute solo al culmine della loro maturazione. La tenuta produce un bel bianco secco a base di varietà dimenticate: Araignan bianco, Riveyrenc bianco e grigio, nonché un vino da vendemmia appassita, l’Erme, nello spirito dei “vini nobili” un tempo elaborati nel Minervois. Va lodata l’unicità e la forza di questo approccio, viticolo e commemorativo, che costituisce un punto di riferimento fondamentale, non solo per il Minervois, ma per l’intera regione della Linguadoca.
